Category Archives: News

** Mastertek News – Il World Wide Web festeggia 30 anni **

12 Mar, 2019
Mastertek
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Nel lontano 12 marzo 1993, Tim Berners-Lee diede il via ad un progetto visionario che avrebbe cambiato per sempre la vita di tutti noi, rendendo accessibile al mondo una tecnologia innovativa che fino ad allora era per pochissimi, nacque così il World Wide Web.

In questi 30 anni la Rete ha fatto passi da gigante, agli albori terra per pioneri e “nerd”, pian piano è diventata parte integrante del nostro mondo, prima come passatempo e poi come strumento di lavoro indispensabile.

Al giorno d’oggi risulta impensabile svolgere qualsiasi attività, anche tra quelle quotidiane, senza l’ausilio del Web.

Prima accessibile solo da computer, l’avvento di tablet e smartphone di ultima generazione lo hanno reso accessiobile a chiunque, anche grazie a connessione sempre più veloci e con prezzi alla portata di tutti.

Non ci resta quindi che dire un bel grazie a Sir Tim, perché senza la sua straordinaria intuizione ora non stareste leggendo queste righe e la nostra visa sarebbe profondamente diversa, se migliore o peggiore è opinione personale di ciascuno.

 

Nel video la festa organizzata al Cern di Ginevra per festeggiare i 30 del World Wide Web, ospite d’nore ovviamente Tim Berners-Lee.

(Fonte Mastertek)

** Mastertek News – GDPR e Cookie Policy, cosa cambia **

10 Mag, 2018
Mastertek
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cookie policy

 

Cookie Law, cosa cambia con il GDPR?
Praticamente tutto!

Il 2 giugno del 2015 entrò in vigore la cosiddetta Cookie Law (direttiva 2009/136/CE), il cui scopo è regolamentare l’utilizzo dei cookie sui siti internet.
Le normative in essa contenute sono ancora valide, ma subiranno dei sostanziali cambiamenti a partire dal 25 maggio 2018, quando diverrà operativo a tutti gli effetti il GDPR/EU.

La modifica più importante e sostanziale riguarderà il banner di avvertimento sull’uso dei cookies, che non potrà più validare l’assenso generico con il tacito assenso (ad esempio con la dicitura “continuando la navigazione o chiudendo questo banner si accetta quanto previsto”), ma in base a quanto previsto dal nuovo Regolamento il consenso dovrà essere “Preventivo”, “Specifico” ed “Informato”, riportante tutto quanto riguarda il luogo di conservazione dei dati, le finalità di raccolta, le eventuali terze parti che si occuperanno del trattamento, i tempi di conservazione degli stessi.

L’utente dovrà altresì essere sempre in grado di revocare il consenso con la stessa facilità con cui lo ha prestato, ovvero dovrà avere la possibilità di revocare il consenso a tutti o a specifici cookie nello stesso modo e con la stessa semplicità di quando ha dato il consenso alla loro installazione; è fatto inoltre obbligo di fornire prova documentale dell’avvenuto assenso qualora ne fosse fatta richiesta dalle Autorità preposte ai controlli.

È importante specificare che la norma in questione, essendo contenuta in un Regolamento UE, sarà direttamente operativa negli stati membri senza necessità di recepimento da parte dei parlamenti nazionali, si tratta, pertanto, di un atto giuridico direttamente vincolante non solo per gli Stati ma anche per i singoli individui e le altre persone giuridiche (enti, società, ecc.), pertanto adeguarsi al GDPR non è una facoltà ma un obbligo.

Il mancato adeguamento ai dettami del GDPR può comportare sanzioni molto pesanti, con multe fino a 20 milioni di Euro o fino al 4% del fatturato dell’anno precedente (se da tale percentuale scaturisce una somma maggiore a 20 milioni). L’autorità chiamata a garantire (e valutare) il rispetto del GDPR in Italia è il Garante della Privacy.

Il nostro consiglio è di affidarvi ai professionisti di una web agency per studiare la soluzione adatta a voi.

 

(Fonte Mastertek)

 

 

** Mastertek News – Obbligo adeguamento GDPR **

5 Mag, 2018
Mastertek
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GDPR

 

Cos’è il GDPR ?
Il GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation, in italiano “Regolamento generale sulla protezione dei dati“) è un regolamento della Commissione Europea (Regolamento UE 2016/679) col quale si è voluto effettuare un vasto intervento normativo in materia di dati personali, allo scopo di garantire una maggior tutela ai diritti dei cittadini e dei residenti nei confini della UE.

E’ importante precisare che il GDPR non riguarda esclusivamente la privacy on-line ma, più genericamente, il trattamento dei dati personali a prescindere dall’ambito – sia esso “analogico o digitale” – nel quale viene effettuato; si tratta, pertanto, di un intervento generale che riguarda la Rete ma non si esaurisce in essa, in quanto è volto a regolare l’attività di tutti i soggetti che raccolgono o elaborano dati personali, sia on-line che off-line, di cittadini europei dentro e fuori l’Unione Europea.

 

GDPR e normativa Italiana: cosa cambia rispetto al D.lgs 196/2003 ?
Nel caso dell’Italia, il GDPR andrà ad inserirsi nel quadro normativo tracciato dal D.lgs 196/2003 che, attualmente, costituisce le norma di riferimento in materia di trattamento di dati personali; con l’avvento del GDPR la norma citata verrà integrata da nuovi obblighi ed, in parte, derogata (ove non compatibile col nuovo regolamento europeo).

In linea di massima possiamo dire che il GDPR, seppur con una certa approssimazione (che lascerà non pochi dubbi in fase applicativa) traccia un perimetro molto netto e rigoroso statuendo alcuni principi di natura innovativa.

Tra questi principi, un posto di primo piano è riservato ai concetti di “Privacy by design” e “Privacy by default“, i quali impongono al titolare del trattamento una protezione dei dati fin dalla progettazione del database e per impostazione predefinita, così come previsto nell‘art.25 del Regolamento UE:

Articolo 25 – Protezione dei dati fin dalla progettazione e protezione per impostazione predefinita
1.Tenendo conto dello stato dell’arte e dei costi di attuazione, nonché della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, come anche dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche costituiti dal trattamento, sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all’atto del trattamento stesso il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate, quali la pseudonimizzazione, volte ad attuare in modo efficace i principi di protezione dei dati, quali la minimizzazione, e a integrare nel trattamento le necessarie garanzie al fine di soddisfare i requisiti del presente regolamento e tutelare i diritti degli interessati.
2.Il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire che siano trattati, per impostazione predefinita, solo i dati personali necessari per ogni specifica finalità del trattamento. Tale obbligo vale per la quantità dei dati personali raccolti, la portata del trattamento, il periodo di conservazione e l’accessibilità. In particolare, dette misure garantiscono che, per impostazione predefinita, non siano resi accessibili dati personali a un numero indefinito di persone fisiche senza l’intervento della persona fisica (…)

Vediamo, di seguito, come devono essere intesi i concetti esplicitati in questo articolo del regolamento UE:

  • Privacy by design: viene introdotto il concetto di “privacy by design“, cioè l’onere, per chi costruisce un database di informazioni personali, di organizzarlo e strutturarlo avendo ben in mente gli obblighi imposti dalla nuova normativa: eventuali problemi legati alla riservatezza dei dati, in altre parole, vanno prevenuti (e non corretti!) utilizzando tecniche adeguate come la pseudonimizzazione dei dati. In altre parole, qualora un soggetto intenda trattare dati altrui, deve prevedere un sistema che, sin dall’inizio dell’attività, riduca al minimo i rischi di una possibile violazioni dei dati raccolti.
  • Privacy by default: la quantità di dati raccolti ed il tempo di loro conservazione non deve eccedere il minimo necessario all’espletamento delle finalità perseguite dal trattamento. In quest’ambito diventa centrale il concetto di minimizzazione, cioè quel principio che impone la riduzione al “minimo indispensabile” dei dati richiesti in fase di iscrizione ad un servizio secondo i principi di necessità, pertinenza, adeguatezza e non eccedenza rispetto alle finalità dichiarate.

 

La responsabilità (accountability)
Uno degli elementi centrali della nuova normativa introdotta dal GDPR è il principio di accountability (impropriamente tradotto in italiano come “responsabilità del titolare del trattamento“).

Articolo 24 – Responsabilità del titolare del trattamento
1. Tenuto conto della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, nonché dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento mette in atto misure tecniche e organizzative adeguate per garantire, ed essere in grado di dimostrare, che il trattamento è effettuato conformemente al presente regolamento. Dette misure sono riesaminate e aggiornate qualora necessario.(…)

Il citato articolo prevede che il titolare del trattamento è tenuto ad adottare politiche e misure adeguate per garantire e dimostrare che il trattamento dei dati personali è conforme a quanto previsto dalla nuova normativa; il principio di accountability, quindi, prevede che il titolare non debba solo adempiere, ma anche provare ogni singolo adempimento.

Un altro elemento centrale del principio di accountability è la discrezionalità (la norma parla di “misure tecniche e organizzative adeguate”): il titolare del trattamento, infatti, è libero di decidere quali modalità adottare per la protezione dei dati personali (il GDPR non offre alcun elenco tassativo) ma, allo stesso tempo, tale discrezionalità è accompagnata dall’onere di dimostrare le motivazioni delle proprie scelte (oltre che di documentarle).

 

Notifica delle violazioni (data breach)
Un altro elemento fortemente innovativo del GDPR riguarda il data breach, cioè il comportamento da tenersi in caso di violazioni a carico dei dati.
Il riferimento normativo del data breach è contenuto nell’articolo 33:

Articolo 33 – Notifica di una violazione dei dati personali all’autorità di controllo
1. In caso di violazione dei dati personali, il titolare del trattamento notifica la violazione all’autorità di controllo competente a norma dell’articolo 55 senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza, a meno che sia improbabile che la violazione dei dati personali presenti un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Qualora la notifica all’autorità di controllo non sia effettuata entro 72 ore, è corredata dei motivi del ritardo. (…)

In altre parole, il GDPR impone al titolare del trattamento di effettuare un controllo costante dei dati e di comunicare tempestivamente alle autorità competenti eventuali violazioni dei dati; tale comunicazione può essere omessa solo se la violazione subita non sia tale da comportare rischi morali e/o materiali per i soggetti coinvolti.

 

Diritto all’oblio
Con l’entrata in vigore del GDPR vi sono novità sostanziali anche per il cosiddetto diritto all’oblio; questo diritto assume una veste normativa (Articolo 17) che ne determina, con una certa precisione, l’ambito di applicazione ed anche i casi nei quali può legittimamente essere escluso (come, ad esempio, qualora sussista un diritto di cronaca).

Altre novità del GDPR
Oltre ai principi appena citati, il GDPR introduce nel nostro ordinamento numerose altre novità in tema di:
– raccolta e validità del consenso dell’interessato (con importanti ripercussioni sulle modalità di redazione della privacy policy);
– raccolta, elaborazione e conservazione dei dati.

 

GDPR e siti web: aspetti centrali della nuova normativa
Il nuovo Regolamento UE 2016/679 prevede una serie di oneri in capo ai gestori di siti web, indipendentemente che si tratti di motori di ricerca, social network, magazine, blog o piccoli siti aziendali: Il GDPR si applica a tutti i siti web che, in qualche modo, effettuano il trattamento di dati personali di cittadini e/o residenti nei confini dell’UE.

 

Cosa s’intende per “dati personali”?
Il concetto di “dati personali” ha assunto, nel tempo, un’accezione piuttosto ampia; può essere definito dato personale qualsiasi informazione (nome, codice fiscale, indirizzo, data di nascita, numero telefonico, ecc.) riguardante una persona fisica identificata o identificabile, anche indirettamente, oppure informazioni riguardanti una persona la cui identità è nota o può comunque essere accertata mediante informazioni supplementari.

Secondo questa definizione, oggi comunemente condivisa, possono essere qualificati come dato personale anche informazioni, tipicamente usate nel mondo digitale, quali email, IP, cookie e fingerprint.

Alla luce di questa precisazione si può affermare che il 99% dei siti web, in qualche modo, direttamente o indirettamente, effettua un trattamento di dati personali e, quindi, è tenuto ad adeguarsi alla nuova normativa europea del GDPR.

 

L’importanza del consenso nel GDPR
Uno dei nodi centrali della nuova normativa è il consenso dell’interessato; il GDPR definisce il consenso (articolo 4) come una “manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento“.
Il consenso, per essere valido, deve essere libero, cioè dovrà anche essere incondizionato.
L’articolo 7 (par. 4) prevede che “Nel valutare se il consenso sia stato liberamente prestato, si tiene nella massima considerazione l’eventualità, tra le altre, che l’esecuzione di un contratto, compresa la prestazione di un servizio, sia condizionata alla prestazione del consenso al trattamento di dati personali non necessario all’esecuzione di tale contratto“.
In altre parole: il consenso è inefficace (quindi NON è valido) se l’esecuzione di un contratto o la prestazione di un servizio è subordinata al consenso, pur non essendo quest’ultimo indispensabile per tale esecuzione.

Non sarà più possibile, quindi, pretendere l’accettazione del trattamento dei dati personali per l’esecuzione di un servizio a meno che tali dati non siano effettivamente necessari!

Oltre ad essere libero ed incondizionato, il consenso dell’interessato deve essere preventivo, esplicito ed informato:

Preventivo – l’interessato deve prestare il proprio consenso prima che il trattamento abbia inizio e non successivamente;
Esplicito – l’accettazione del trattamento deve essere esplicita e non può ritenersi sottintesa;
Informato – l’interessato deve essere adeguatamente informato sui suoi diritti e sulle finalità del trattamento, in particolare il titolare del sito web deve fornire all’interessato, in modo chiaro e intellegibile, le seguenti informazioni: quali dati vengono raccolti; con quali modalità avviene il trattamento; chi effettua il trattamento; quali sono le finalità del trattamento; per quanto tempo vengono conservati i dati; in quale modo l’interessato potrà accedere ai propri dati per effettuare modifiche e/o richiederne la cancellazione; quali sono i diritti dell’interessato in relazione ai propri dati; ecc.

Un altro obbligo previsto dal GDPR riguarda la prova del consenso: in altre parole, il titolare del sito web deve essere in grado di dimostrare l’avvenuto consenso da parte dell’interessato (ad esempio registrando l’indirizzo IP ed il momento del click sul pulsante “Accetto”); tale prova deve essere disponibile per tutto il periodo in cui perdura il trattamento e, una volta che questo sia cessato, può essere conservata per il tempo strettamente necessario a rispondere ad obblighi di legge e/o per far valere in giudizio un proprio diritto.

Sempre in relazione al consenso, il GDPR prevede che l’interessato possa negarlo e/o ritirarlo in ogni momento.

 

Raccolta, elaborazione e conservazione dei dati: cosa prevede il GDPR per i siti web ?
Relativamente alla raccolta, all’elaborazione e alla conservazione dei dati, il GDPR prevede che il titolare del sito web riconosca sempre tre diritti fondamentali in capo all’interessato circa i dati di sua pertinenza:
Diritto all’accesso – l’interessato deve essere messo nella condizione di poter accedere, in ogni momento, ai propri dati, al fine di poterne verificare la correttezza ed, eventualmente, modificarli.
Diritto all’oblio (diritto di cancellazione) – come già detto all’inizio di questo articolo, il GDPR prevede un vero e proprio diritto all’oblio, cioè il diritto dell’interessato di ottenere la cancellazione dei propri dati in modo semplice o, meglio ancora, automatico mediante apposite funzioni disponibili online.
Diritto di portabilità – l’articolo 20 del GDPR prevede la facoltà per l’interessato di chiedere ed ottenere una copia di tutti propri dati al fine di poterli portare presso un altro gestore di servizio (non è ancora chiaro in che modo, secondo quali modalità e standard tale diritto troverà effettiva applicazione; per maggiori informazioni si faccia riferimento a questo documento).

 

GDPR e la “nuova” informativa sulla privacy
Il GDPR riscrive anche le regole per la stesura dell’informativa sul trattamento dei dati personali.
L’obiettivo perseguito dal GDPR è quello di garantire in modo effettivo (e non soltanto formale) il diritto dell’interessato ad essere pienamente informato sul modo in cui verranno utilizzati i suoi dati; in altre parole, l’informativa dovrà essere breve, priva di riferimenti normativi, trasparente e scritta con un linguaggio semplice e chiaro, pertanto comprensibile a tutti.

Le caratteristiche che dovranno essere soddisfatte dall’informativa successivamente all’entrata in vigore del GDPR:
concisa – l’informativa deve essere il più possibile breve e concisa (ma non superficiale, ovviamente). Tutte le informazioni devono essere facilmente reperibili, possibilmente anche a “colpo d’occhio” (vedi requisito dell’intelligibilità);
trasparente – l’informativa deve essere chiara e comprensibile all’uomo medio, cioè non deve contenere tecnicismi e riferimenti legali inutili e/o di difficle comprensione;
intellegibile – compatibilmente con il requisito della concisione, quando le informazioni da dare sono parecchie, sarà necessario strutturarle in modo adeguato, anche utilizzando elementi grafici o icone che rendano immediatamente comprensibile al lettore in che modo saranno utilizzati i suoi dati;
facilmente accessibile – l’informativa non dovrà essere nascosta all’interno del sito, ma dovrà essere facilmente rinvenibile.
Ma quali informazioni dovrà contemplare l’informativa? Gli articoli 13 e 14 del nuovo Regolamento descrivono in modo chiaro i contenuti dell’informativa, la quale dovrà indicare obbligatoriamente: quali sono le finalità perseguite dal trattamento; quali dati vengono trattati (se si tratta di dati sensibili – come le preferenze religiose o l’orientamento sessuale – avrai probabilmente bisogno di nominare un DPO e di farti assistere da un legale esperto sulla tematica); chi è il titolare del trattamento; quali soggetti possono accedere ai dati (elenco dipendenti ed eventuali partner); dove ed in che modo verranno conservati i dati; per quanto tempo verranno conservati i dati; quali misure sono state adottate e implementate per la protezione dei dati; quali sono i diritti dell’interessato (in particolare deve essere menzionato il diritto di presentare un reclamo all’autorità di controllo).
Inoltre:  se presente, dovranno essere inseriti i dati del DPO (Responsabile della protezione dei dati o Data protection Officer); se presente, dovrà essere indicata la base giuridica del trattamento o l’interesse legittimo del titolare se questo costituisce la base giuridica del trattamento; se i dati personali vengono trasferiti in Paesi terzi, ciò deve essere esplicitamente indicato e devono essere precisati anche gli strumenti che verranno adottati per effettuare tale trasferimento; se il trattamento comporta processi decisionali automatizzati (anche la profilazione), l’informativa deve specificarlo e deve indicare anche la logica di tali processi decisionali e le conseguenze previste per l’interessato.

 

GDPR e Cookie Law: punti di contatto e differenze
Con l’avvento del GDPR sono attese novità importanti anche in merito alla famigerata Cookie Law, cui abbiamo già imparato a sottostare dal 2015; con il nuovo Regolamento UE, anche la disciplina sull’uso dei Cookie cambierà radicalmente.
Forse gli utenti non se ne accorgeranno nemmeno, ma i gestori di siti web sicuramente sì perché gli oneri previsti potrebbero essere tutt’altro che di semplice implementazione.

Sintetizzando, la situazione attuale è questa: il gestore di un sito web mostra un’informativa breve (all’interno di un banner) in cui informa l’utente circa l’utilizzo di cookie sul sito web, l’utente, in pratica, può solo accettare oppure andarsene.
Con l’avvento del GDPR questa prassi non sarà più legittima: in altre parole, il gestore di un sito web dovrà consentire agli utenti di effettuare una vera e propria scelta su quali cookie autorizzare e quali no e non potrà proibire l’accesso alle informazioni del sito per il solo fatto che l’utente rifiuti l’installazione di un cookie.

Non solo, a partire dal 25 Maggio 2018, secondo l’opinione prevalente, non sarà più possibile presumere il consenso da azioni esplicite come lo scrolling o la prosecuzione della navigazione ma il consenso dovrà essere esplicito e inequivocabile.

Il GDPR, inoltre, afferma chiaramente che l’interessato deve essere sempre in grado di revocare il consenso con la stessa facilità con cui lo ha prestato, questo significa che l’utente dovrà essere in grado di revocare il consenso a tutti o a specifici cookie nello stesso modo e con la stessa semplicità di quando ha dato il consenso alla loro installazione; ad esempio, se l’utente ha acconsentito facendo clic su alcune caselle, deve essere in grado di revocare il consenso nello stesso modo.

 

Quando entra in vigore il GDPR ?
Il GDPR diventerà operativo a partire dal 25 maggio 2018.
La norma in questione, essendo contenuta in un Regolamento UE, sarà direttamente operativa negli stati membri senza necessità di recepimento da parte dei parlamenti nazionali, si tratta, pertanto, di un atto giuridico direttamente vincolante non solo per gli Stati ma anche per i singoli individui e le altre persone giuridiche (enti, società, ecc.) che, a partire dal 25 Maggio, dovranno adeguarsi obbligatoriamente alla nuova normativa.

 

GDPR: cosa succede se non mi adeguo ?
Adeguarsi al GDPR non è una facoltà ma un obbligo.
Il GDPR è una norma imperativa di natura comunitaria, assolutamente efficace e vincolante nei confronti di tutti i soggetti residenti in uno degli stati membri della UE.

Il mancato adeguamento ai dettami del GDPR può comportare sanzioni molto pesanti, con multe fino a 20 milioni di Euro o fino al 4% del fatturato dell’anno precedente (se da tale percentuale scaturisce una somma maggiore a 20 milioni).

L’autorità chiamata a garantire (e valutare) il rispetto del GDPR in Italia è il Garante della Privacy.

 

Link utili:

 

 

(Fonti www.garanteprivacy.itec.europa.eu –  www.mrwebmaster.it)

 

 

 

** Mastertek News – Tatsuo Horiuchi, l’artista di Excel **

22 Mar, 2018
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Chi non ha mai usato o sentito parlare di Excel, famosissimo software della Microsoft, un potente foglio di calcolo che consente di eseguire da semplici somme e sottrazioni a operazioni di grande complessità, fino a realizzare tabelle e grafici.

Sicuramente chi lo usa per lavoro lo considera utile ma non certamente diverte, non la pensa così Tatsuo Horiuchi, un pensionato giapponese di 78 anni che usa Excel per dipingere.

Si, avete capito bene, dipingere, troppo facile usare Photoshop o altri programmi nati per lo scopo, a tal proposito il sig. Horiuchi ha dichiarato in un’intervista “Non ho mai usato Excel al lavoro, ma ho visto altre persone fare grafici e da li ho pensato: ‘Potrei probabilmente disegnare con quello’. Il software grafico è costoso ma Excel è preinstallato nella maggior parte dei computer … E ha più funzioni ed è più facile da usare rispetto a [Microsoft] Paint. ”

Horiuchi ha iniziato per gioco, per vincere la noia della pensione dopo una vita di lavoro, ma ora le sue creazioni sono considerate vere e proprie opere d’arte, apprezzate e conosciute anche fuori dai confini giapponesi.

 

Tatsuo Horiuchi posa in mezzo ad alcune delle sue opere stampate.

 

 

(Fonte Web)

 

** Mastertek News – Hard Disk “di vetro” da 20TB **

31 Ott, 2017
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Hard Disk 20TB Mastertek

Attualmente sul mercato si trovano HDD da 10/12 TB, ma Seagate, leader del settore, ha già annunciato un Hard Disk da 16 TB da qui a un anno mezzo, mentre Toshiba porterà sul mercato la sua unità da 14 TB entro fine anno.

Per ora questi sono i limiti derivanti dai materiali di costruzione, ma c’è chi sta già pensando a raggiungere capienze ancora più elevate e superiori ai 20 TB. Una prima idea, proveniente dal Giappone, prevede di utilizzare substrati in vetro per aumentare il numero di piatti e quindi la quantità di storage.Al momento solo gli HDD da 2,5’’ per notebook utilizzano questo materiale, mentre quelli da 3,5’’ si affidano ancora all’alluminio, rispetto al quale però il vetro è più rigido, soffre meno gli effetti del calore ed è più liscio e sottile.

Il produttore nipponico Hoya ha già realizzato i primi prototipi di HDD con piatti in vetro spessi da 0,5 a 0,381mm rispetto agli 0,635mm dei piatti tradizionali negli HDD oggi in commercio. Ne deriva che in un form factor da 3,5’’ si potrebbero ospitare fino a 12 piatti contro gli 8 massimi di un odierno Hard Disk da 12 TB.

Inoltre, pesando di meno, questi piatti richiedono meno energia per girare, senza dimenticare che la loro maggior resistenza al calore permetterebbe una più veloce transizione verso la nuova tecnologia HAMR (Heat-Assisted Magnetic Recording), che sfrutta un laser per riscaldare la parte del disco su cui bisogna scrivere e che quindi non è adatta per i tradizionali piatti in alluminio.

(Fonte www.cwi.it)

 

** Mastertek News – AMD vs INTEL, il sorpasso **

30 Set, 2017
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AMD vs Intel in 2017

Notizia bomba (ed inattesa) dal mondo dell’hardware PC, ad agosto sul portale e-commerce tedesco Mindfactory.de per la prima volta AMD ha superato Intel come vendite di processori, chiudendo il mese con il 56,1% del mercato rispetto al 43,9% di Intel.

Mindfactory.de si posiziona tra i primi cinque/sei ecommerce per quanto riguarda informatica, elettronica e tecnologia in base ai dati rilevati da ibusiness.de nel 2015 e dall’EHI Retail Institute nel 2016. Tra gli ecommerce che lo precedono si trovano però siti come Apple.de o Medion.com che non vendono componenti, e MediaMarkt.de (Media World) per il quale l’informatica rappresenta solo una porzione del fatturato.

È anche vero però che molte CPU vengono vendute da ecommerce generalisti, Amazon sopra tutti, in volumi che non è dato sapere. Il dato, insomma, non riflette in alcun modo le quote di mercato, ma è indicativo dell’orientamento dei clienti di un importante sito specializzato nella componentistica hardware.

Un risultato impensabile già fino allo scorso anno, tanto che a marzo AMD doveva accontentarsi del 27,6% contro il 72,4% di Intel. Crescita che però è partita già ad aprile proprio con l’arrivo sul mercato dei primi processori Ryzen 7, 5 e 3. È solo ad agosto che si è avuto lo sprint definitivo e più corposo. Il Ryzen più venduto in assoluto sul Mindfactory risulta il 5 1600, modello di fascia media che evidentemente ha fatto breccia negli utenti tedeschi per un rapporto qualità-prezzo davvero invidiabile (oggi si trova online anche a 200 euro).

Colpisce invece notare come il processore più venduto di Intel (con più della metà del totale) sia il Core i7-7700K della famiglia Kaby Lake, modello di fascia più alta che costa circa 150 in più del Ryzen 5 1600. Dai dati sembra insomma che per PC non particolarmente potenti la preferenza vada ad AMD, mentre per le configurazioni più spinte si preferisca Intel.

Tra l’altro i dati relativi alla superiorità del 7700K di Intel vanno avanti da marzo, segno che questo processore ha incontrato da subito il favore degli utenti. Anche i primi benchark del Core i7 8700K sono molto positivi. Lo stesso può dirsi del Ryzen 5 1600, modello che da aprile ad agosto è sempre stato in cima alle vendite di AMD. La classifica però non tiene ancora conto dei Ryzen ThreadRipper, disponibili solo da pochissimo, e c’è da scommettere che a fine settembre AMD allungherà ulteriormente il passo nei confronti dello storico rivale.

 

(Fonte ComputerWorld www.cwi.it)

 

** Mastertek News – Attacco Hacker Mondiale **

13 Mag, 2017
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attacco hacker mondiale

Rimbalza su tutti i TG la notizia di un attacco hacker a livello mondiale, le nazioni principalmente colpite sono il Regno Unito e la Spagna.

L’obbiettivo principale dell’attacco sono gli ospedali, i centri medici e le aziende sanitarie, ma anche istituti bancari e compagnie telefoniche soprattutto in Russia ed in Ucraina.

Si registrano attacchi anche in Italia, in questo caso l’obbiettivo sono le università, tra cui la Bicocca di Milano che segnala una situazione critica.

Lo strumento usato per gli attacchi è un virus, nello specifico un ransomware denominato WannaCry (letteralmente tradotto “voglio piangere”), funziona come il trojan CryptoLocker, una volta attivato “rapisce” tutti i file presenti sull’hard disk criptandoli con una chiave RSA-2048, ovvero un codice di cifratura a 617 cifre decimali, praticamente indecifrabile se non si dispone delle apposite chiavi di decodifica (per saperne di più su CryptoLocker leggi il nostro articolo), viene poi richiesto alle vittime un riscatto in BitCoin , per la precisione il controvalore di 300 dollari.

Resta inteso che l’eventuale pagamento del “riscatto” non garantisce che la promessa di sbloccare i file venga mantenuta.

A differenza di CryptoLocker però questo ransomware non si diffonde tramite mail di phishing, come la maggior parte dei cryptovirus, ma sfruttando una vulnerabilità di sistemi Windows che era già stata scoperta e chiusa un paio di mesi fa da Microsoft grazie ad alcuni aggiornamenti pubblicati gratuitamente.

Non ci sono precedenti di un attacco coì massiccio e su larga scala, il cui scopo pare non essere solo il fine di lucro ma anche destabilizzare le nazioni colpite, prova ne è la scelta non casuale degli obbiettivi scelti.

 

(Fonte Mastertek)

 

 

** Mastertek News – Dal 1° Gennaio 2017 HTTPS per il tuo sito, te lo chiede Google **

26 Dic, 2016
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google-ssl-2017-https

Per chi ha un sito web professionale, un e-commerce o un blog il primo gennaio 2017 è una data che non va scordata.

Google, che da diverso tempo sta portando avanti una campagna per la sicurezza sul web, ha chiaramente dichiarato guerra ai siti ritenuti non sicuri, avvisando che ci saranno forti penalizzazioni a partire da gennaio 2017 per tutti i siti che entro quella data non avranno attivato un protocollo HTTPS tramite un certificato SSL.

In realtà, già da diversi mesi, Google sta premiando i siti HTTPS, posizionandoli per primi nella graduatoria del suo motore di ricerca. Stava preparando il terreno al grande annuncio che è arrivato proprio lo scorso 8 settembre. Con il rilascio di Chrome 56, previsto proprio per gennaio 2017 tutti i siti HTTP che scambiano dati personali (codici, password, dati bancari, ecc.) verranno segnalati all’utente come insicuri. Un problema non da poco, se consideriamo che Chrome è il browser più utilizzato al mondo, grazie alla scelta di oltre il 53% degli internauti. Ancor peggio il fatto che i siti considerati insicuri saranno fortemente penalizzati nelle ricerche sul motore di Google, che anche in questo caso è il principale al mondo e con percentuali ben più alte, soprattutto in Italia dove è utilizzato dal oltre il 95% dei navigatori.

Ma che cos’è il protocollo HTTPS e come funziona?                                                                                                                                                                                              HTTPS (Hypertext Transfer Protocol Secure) è un protocollo per la comunicazione su Internet che protegge l’integrità e la riservatezza dei dati degli utenti scambiati tra i computer e i siti. Ad esempio, quando un utente inserisce dati in un modulo di un sito per iscriversi ad aggiornamenti o per acquistare un prodotto, HTTPS protegge le informazioni personali dell’utente fornite da quest’ultimo al sito.

I dati inviati tramite HTTPS vengono protetti tramite il protocollo Transport Layer Security (TLS), che fornisce tre livelli di protezione fondamentali:

  1. Crittografia. I dati scambiati vengono criptati per proteggerli dalle intercettazioni. Ciò significa che, mentre l’utente consulta un sito web, nessuno può “ascoltare” le sue conversazioni, tenere traccia delle attività svolte in più pagine o carpire le sue informazioni.
  2. Integrità dei dati. I dati non possono essere modificati o danneggiati durante il trasferimento, intenzionalmente o meno, senza essere rilevati.
  3. Autenticazione. Dimostra che gli utenti comunicano con il sito web previsto. Protegge da attacchi man-in-the-middle e infonde fiducia negli utenti, il che si traduce in altri vantaggi commerciali.

 

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** Mastertek News – Google dice addio a Flash Player **

10 Dic, 2016
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Come annunciato negli scorsi mesi Google annuncia l’abbandono definitivo di Flash Player in favore di HTML5, che ben presto sarà attivo di default per tutti, in Google Chrome. Google sta disattivando Flash Player in favore di HTML5 ad alcuni utenti, a patto che questi non facciano richiesta di voler visualizzare specifici siti utilizzando Flash Player anziché HTML5. Non tutti gli utenti e i siti però vengono interessanti immediatamente e questo per rendere il passaggio il meno indolore possibile, al fine di cercare di non creare confusione e problemi fra gli utenti. HTML5 sarà attivato di default all’1% degli utenti di Chrome stabile 55 e al 50% degli utenti di Chrome beta 56 nei prossimi giorni, ma Google conta di attivarlo per tutti entro il mese di febbraio 2017. Ciò vuol dire che, a parte richieste particolari, tutti i siti saranno visualizzati di default in HTML5 e che i siti dovranno richiedere l’autorizzazione dell’utente per poter visualizzare contenuti utilizzando Flash Player.

(Fonte tuttoandroid.net)

** Mastertek News – Yahoo! vende le attività legate a Internet e Web **

25 Lug, 2016
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Il colosso internet statunitense Yahoo! ha annunciato un accordo per vendere le sue attività centrali, quelle legate a internet, alla società di telecomunicazioni Verizon Communications per 4,83 miliardi di dollari in contante.

Yahoo! (che ha annunciato cambierà nome) diventa così una scatola finanziaria dentro cui rimarranno una quota del 15% nel colosso cinese dell’e-commerce Alibaba e una partecipazione del 35,5% in Yahoo Japan Corp.

La Yahoo! che conosciamo da 21 anni non esisterà più, Marissa Mayer non è riuscita a rilanciare il colosso Internet che navigava in cattive acque.
Verizon annuncerà lunedì 25 luglio un accordo da 4,8 miliardi di dollari per l’acquisto di Yahoo!. Lo rende noto l’agenzia Bloomberg che cita fonti vicine al dossier. L’annuncio del colosso americano delle tlc è atteso prima dell’apertura di Wall Street. Verizon metterà quindi le mani su tutte le attività web di Yahoo! tra i quali anche Flickr e Tumblr.

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